Un passo dopo l’altro

C’è una sensazione difficile da esprimere quando si arriva a San Patrignano e si incrocia lo sguardo di un genitore. Spesso abbassano gli occhi, si coglie in loro un misto di speranza, sgomento e disorientamento. Ogni parola ascoltata dagli educatori della comunità è come acqua fresca dopo una lunga siccità. A volte sono i ragazzi a dire ai genitori parole di conforto, altre volte in un abbraccio c’è tutto il non detto di una vita, la voglia di ricominciare insieme su nuove basi.

Anna è la madre di Edoardo, un ragazzo delle Coltivazioni di San Patrignano.
“Per noi la droga era un mondo remoto, pensavo di aver piantato dei buoni semi, affrontando sempre discussioni sulle cose importanti, ma nella vita quello che può succedere è indecifrabile ed io mi ero illusa di essere al sicuro. Edoardo non è mai stato un bambino difficile, anzi. Ogni cosa gli riusciva bene con il minimo sforzo, era sportivo, pieno di amici e di interessi”.

Una domanda, una sola, notte e giorno ha dominato i pensieri di Anna: cosa avrei potuto fare diversamente? “Io ho sempre vissuto una vita tranquilla, ritagliandomi le mie sicurezze, senza mai strafare. Il lavoro part time, il tempo per la casa, la famiglia, le vacanze. Non ho un carattere forte, ma la forza della disperazione mi ha spinto fino a convincere Edoardo ad entrare in comunità”. Non è stato facile perché la situazione era davvero drammatica, l’associazione di volontari che fa capo a San Patrignano ha fornito un’assistenza costante, con risposte immediate e concrete. Edoardo ha dovuto affrontare un percorso introspettivo che lo ha posto di fronte a tutti i suoi limiti, tutti i suoi demoni. Una fatica che si legge nella profondità dei suoi occhi scuri che ora guardano al domani con fiducia e ottimismo. “Ho creduto di avere perso per sempre mio figlio – racconta Anna – mentre ora parliamo insieme del futuro, di cosa gli piacerebbe fare una volta finito il percorso…se ripenso a come eravamo tre anni fa… Un passo dopo l’altro ne stiamo uscendo, ma se posso dare un consiglio a tutti i genitori è di stare all’erta, pronti a lottare”.